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venerdì 18 marzo 2011

Cosa bolle in pentola?

Buongiorno a tutti,oggi si conclude la rubrica settimanale "Cosa bolle in pentola?", che ci ha accompagnato ogni venerdi per ben 3 mesi...
Mamma come passa il tempo!!!

In questo ultimo appuntamento voglio approfondire alcuni alimenti che troviamo spessissimo sulle nostre tavole, proposti in mille modi diversi e secondo diverse tradizioni:i Legumi
I legumi non sono molto costosi e ci permettono di realizzare piatto davvero eccezzionali,salutari e sono ottima variante a carne,pesce e pasta!
Scopriamo i legumi attraverso la loro storia:Nel Medio Evo l'Europa rischiava lo spopolamento a causa dell'alta  mortalità dovuta a una serie infinita di epidemie capaci di decimare intere nazioni. 
Per la popolazione era un problema sfamarsi,specie per i ceti poveri nutriti male e in maniera inadeguata, era impossibile procurarsi cibi costosi come la carne, uno dei pochi alimenti in grado di fornire tutte le  proteine indispensabili a garantire le necessarie difese a organismi debilitati. 
Solo dal X secolo la diffusione della coltura dei legumi ha cominciato a contribuire al miglioramento della salute della collettività, rendendola più resistente alle malattie e consentendo così al nostro continente di ripopolarsi
 in breve tempo. 
Dal XVI secolo in poi, con la scoperta dell'America e grazie alle importazioni in Europa dei prodotti di quelle  terre, sono arrivati anche i fagioli. 
Merito dei nostri antenati che hanno trasformato quei semi in alimenti, cibo diventato ben presto alla portata di  tutti per il suo basso costo. 
Lo stesso Umberto Eco in un lungo articolo sul Corriere della Sera ha eletto senza indugio i fagioli come  invenzione più importante del 2° millennio,proprio per il loro alto valore nutritivo e l'elevato contenuto di proteine.


                                                                        foto da web
                                                                  

I legumi più conosciuti sono i fagioli, ceci, piselli e lenticchie,almeno sono quelli che comunemente siamo abituati a trovare sulle nostre tavole. 
Questi prodotti fanno parte della nostra tradizione gastronomica italiana, appartengono alla "cucina povera",ma solo per il basso costo,non perche'privi di gusto o di proprietà nutritive. 
L'Italia contadina fino agli anni Cinquanta ha vissuto di legumi, prevalentemente venivano cucinati in minestra come alimenti carichi di proteine,anche perche'in quegli anni era una fortuna poter fare un pasto cosi"ricco"al giorno!!
Sapevate che nei legumi freschi le proteine presenti sono del 6-7%, mentre in quelli secchi è tra il 20 e il 25%?


I legumi,anche se della stessa specie,spesso sono diversissimi tra loro,e la differenza non e'solo nell'aspetto o colore ma spesso anche nel sapore,i ceci per esempio sono sostanzialmente indifferenti per l'uso in cucina, sono molte le varietà di fagioli, alcune note in tutta Italia, altre tipiche di certe zone. 
I fagioli più diffusi sono i borlotti, i cannellini, i bianchi di Spagna, i rossi e i neri tipici del Centro e Sud America. 
Anche se tutti buonissimi alcuni risultano piu'adatti per alcune pietanza,ad esempio i cannellini, sono ideali per un antipasto e un'insalata, i borlotti perfetti per le minestre, i bianchi sono spettacolari con la trippa,gli Spagnoli buonissimi all'insalata.


Passiamo alle lenticchie,anche qui ne abbiamo diversi tipi:quelle comuni d grandezza media e quelle piccole di Ventotene e Castelluccio,quelle decorticate, di colore rosso
I piselli si classificano in base alla grandezza, dai medi ai finissimi,e la morbidezza è inversamente proporzionale alla dimensione. 
In quasi tutte le ricette si possono sostituire i legumi in scatola a quelli secchi,spesso per recuperare tempo ed anche perche'trovarne di freschi tutto l'anno come ben sappiamo non e'possibile. 


foto da web

E'l'estate il periodo in cui si possono acquistare freschi i piselli e fagioli,entrambi racchiusi in baccelli.
Per i ceci e le lenticchie, invece, dopo la raccolta è sempre necessaria l'asciugatura all'aria aperta, per cui praticamente si trovano soltanto secchi. 
Il legumi freschi non vanno lasciati a bagno prima della cottura, passaggio necessario invece per quelli secchi;anche la cottura e'differente,i legumi freschi cuociono ovviamente piu'velocemente.
I legumi secchi vanno tenuti a bagno nell'acqua una notte prima di esser cucinati. 
Io ho sempre aggiunto 1/2 cucchiaino da te'di bicarbonato all'acqua ,questo li rende piu'morbidi ma al contempo toglie al legume un po'del sapore. 
Le lenticchie a differenza degli altri legumi,non hanno bisogno di essere tenute a bagno,ma cotte direttamente.

I legumi secchi richiedono piu'tempo,di media ecco una piccola scaletta:
- Fagioli: 2 ore 
- Ceci: 3 ore 
- Lenticchie: 45 minuti
- Piselli: 40 minuti 

Sul mercato sono presente anche i legumi in scatola,questi sono già lessati,vanno quindi solo conditi.

Termino facendo gli auguri a Gloria per il primo blogcompleanno!!



Mirtill@

venerdì 4 marzo 2011

Cosa bolle in pentola?

Nuovo appuntamento con la rubrica "Cosa bolle in pentola?".


Oggi si parla di uno degli alimenti piu'consumati,prodotti ed amati in tutto il mondo, in alcuni paesi e'un alimento quasi"imposto"per la mancanza di varieta'e poverta'del cibo,in molti altri paesi e'una moda,una scelta...
oggi RISO!!!


Scopriamo questo amatissimo alimento,partendo un po'dalle sue origini..probabilmente ha origine dall'Indonesia dove circa nel 7000 a.C era oggetto di scambio con Persia e Mesopotamia, proveniente dalla Cina e dall'India. 
Nel 300 A.C. Teofrasto,famoso discepolo di Aristotele, lo cita come pianta esotica;ancora,nel I secolo D.C. il medico Dioscoride prescrive l'acqua di riso per curare fastidiosi disturbi intestinali.
Orazio e Columella ne lodano le benefiche virtù. 
Inizialmente veniva usato come merce di scambio e come pianta medica,dovettero passare molti secoli per essere usato anche in ambito alimentare. 
In Italia le prime risaie risalgono alla fine del XV secolo,opera di Ludovico il Moro e del fratello Galeazzo Sforza che pensarono bene di sfruttare le frequentissime inondazioni del Po per dare vita a questa coltivazione. 
Da allora il riso in Italia è diventato importante per sia l'economia che per la cultura di alcune aree, tanto da crearne anche una figura tipica, la mondina.



Di riso ne sono presenti una varieta'infinita, questo e'dovuto anche dalla lavorazione del riso.
Questa e' un processo complicato: il riso dapprima raccolto,quindi immediatamente pulito, bagnato e privato dell'amido in superficie per evitare che i grani si incollino tra di loro durante la cottura. 
I chicchi vengono quindi privati dell'involucro esterno,che non è commestibile, e ottieniamo così in prima battuta il riso integrale. 


Il riso integrale è il più ricco di vitamina B e proteine,quando lo mangiamo il colon ringrazia ed esulta facendo una bella ola!!! è inoltre il più consumato in Oriente. 


Continuando la lavorazione,il chicco che viene successivamente privato della crusca e del germe assume il classico colore bianco noto ai piu'. 
Viene ancora lavorato e posto alla lucidatura detta a camolino, dove i chicchi vengono ricoperti da un velo di vaselina o olio di lino.
In alternativa viene sottoposto alla brillatura,qui invece vengono usati anche talco e glucosio,cosi il riso risulta ancora più lucido. 
Il nostro palato preferisce infatti il gusto e la consistenza del riso brillato,spesso sostituito e proposto in alternativa a piatti di pasta.


                                             riso Margara Ermes
In ambito commerciale troviamo quattro tipi di riso, ciascuno di questi contiene altri diversi tipi di riso. 
Il riso comune
Il riso semifino
Il riso fino 
Il riso superfino. 
Nel riso comune troviamo altre tre qualità: Balilla, Raffaello e Pierrot. 
La particolarita' di questo tipo riso e'che hanno granelli perlati od opachi, resistono poco alla cottura e sono molto ricchi d'amido;utilizzati per preparare le minestre e i dolci. 
Fanno parte dei risi semifini le qualità: Maratelli, Rosa Marchetti, Vialone nano e Romeo. 
Questi sono a granello perlato;utilizzati per risotti poiché l'amido ceduto dal chicco dà una leggera consistenza fluida che "lega" bene il piatto. 
Dei risi fini fanno parte le qualità: Roma, Ringo, Rizzotto, Razza 77 .
Hanno la particolare forma allungata e sono molto resistenti alla cottura. 
Anche questi tipi sono adatti ai risotti. 
La qualità superfini include l'Arborio,Baldo,Carnaroli e Roma.
Ottimi per la preparazione di riso pilaf e l'insalata di riso,i chicchi devono tengono molto la cottura e restano ben separati.



Vediamo da vicino alcune varieta'di riso:
Il Vialone nano:un riso interessante,ottimo per la preparazione di risotti,si produce nelle Marche,nelle valli dei torrenti Musone e Potenza, secondo una tecnica antichissima. 
Qui le piantine non vengono sommerse dall'acqua, ma vengono coltivate all'asciutto come qualsiasi altro cereale e sono irrigate con una quantità d'acqua pari a quella che viene utilizzata per una coltivazione di granoturco. 
Il riso che si ottiene ha un profumo molto intenso e un sapore caratteristico.


Il Riso selvaggio,detto anche riso "degli indiani", non è proprio un riso. 
Viene infatti prodotto da una graminacea: la Zizania sativa,che cresce spontanea nelle paludi dell'America settentrionale e proprio gli indiani ne furono i primi consumatori. 
I chicchi hanno forma allungata e sottile,e sono di colore nero,il sapore ricorda quello del riso anche se piu'forte. 
La raccolta di questo riso è molto particolare,va eseguita a mano, grano per grano.
Questo rende il prodotto raro e piuttosto caro.


Il Riso trattato,che troviamo sul mercato,sottoposto a svariati trattamenti,finalizzati ad abbreviarne i tempi di cottura e ad aumentarne la resistenza dopo la cottura. 
In pratica sono i risi parboiled e converted,fini o superfini,trattati con acqua e vapore,che hanno il caratteristico colore dorato. 

Tantissime sono le teorie ed opinioni su come preparare un buon risotto ,a mio avviso un risotto per considerarsi buono dev'essere cremoso,e questo dipende sia dal tipo di riso che dalla mantecatura finale.
Solitamente si prepara sempre un fondo composto da un battuto:di cipolla, aglio, lauro verdure..insomma elementi che caratterizzeranno il risotto.
Useremo  gambi di fungo per un risotto ai funghi, teste di crostacei per un risotto ai crostacei,scalogno per un risotto alla milanese...ecc..
Una volta cotto o dorato il fondo,a seconda del piatto,si aggiunge e si fa tostare il riso,continuando a mescolare in modo che non si bruci ed attacchi al fondo.
Una volta tostato va aggiunto del vino bianco e fatto asciugare. 
Si continua la cottura aggiungendo di volta in volta un mestolo di brodo.
Importante aggiungere il brodo poco alla volta,se si mettesse tutto insieme avremmo un riso bollito.
Terminata la cottura si passa alla mantecatura:si toglie la pentola dal fuoco e si regola di sale e pepe. 
Si aggiungete del burro,o un goccio di olio e se il piatto lo richiede,formaggio grattuggiato.
Mescolate e fate riposare per circa 2 minuti.
Una volta mantecato il risotto assume il classico aspetto cremoso.


Mirtill@

venerdì 25 febbraio 2011

Cosa bolle in pentola?

Ottavo appuntamento con la rubrica settimanale "Cosa bolle in pentola?"
Oggi parleremo di alcune modalita'di cottura molto utilizzate sul web e nei bostri blog:Gratinatura e Grigliatura!!


Partiamo dalla gratinatura,termine che viene usato generalmente per la rifinitura di un alimento che si è appena cucinato, facendo in modo che sulla pietanza si formi una leggera crosticina croccante. 
Esistono due metodi di gratinatura: uno completo in cui l'alimento da crudo viene cotto e gratinato in un'unica soluzione;il secondo modo,molto piu'veloce,dove l'alimento viene precotto ed in fase finale viene ornato della 
crosticina.


Nel primo caso,gratinatura completa,l'alimento viene immerso in un liquido,che sia acqua, olio, besciamella o salse varie, cosparso dell'elemento principale per la gratinatura, pane grattugiato,o formaggi grattugiati,o mix di semi di lino e sesamo che ora va tanto di modo,e irrorato con olio o burro fuso.
Viene quindi infornato fino a cottura completa. 
In questo caso l'elemento liquido deve essere abbondante, tanto da consentire all'alimento di cuocersi senza bruciare. 
Unica fonte di cottura per il metodo di gratinatura completa è il forno. 





Il secondo metodo,quello piu'veloce,prevede solo le ultime operazioni del metodo completo,panatura e grasso cosparso in superficie,quindi gratinatura finale. 
In questo caso, oltre che nel forno,si puo'ottenere la gratinatura anche da una salamandra.


La salamandra e'un aparecchio professionale che si utilizza appunta per gratinare,tostare e mantenere caldi i cibi. 
Molti sono erroneamente convinti che un gratin debba contenere formaggio;è vero che spesso si adopera,ma nn si deve considerare un ingrediente indispensabile.


Secondo metodo di cottura che andiamo a vedere e'la Grigliatura.
Grigliare,cuocere allo spiedo, sono stati probabilmente il punto di partenza di tutta la cucina. 
Sia che usiate come fonte di calore la classica ed amatissima carbonella, gas o elettricità,importante e'che il metallo della griglia debba essere caldissimo prima che ci poggiamo su la carne,il pesce o verdure. 
Quando il metallo,la griglia,ha raggiunto la temperatura massima,possiamo strofinatelo con un canovaccio bagnato e ungerlo con un poco di grasso per evitare che il cibo si attacchi. 
Grigliare è uno dei metodi di cottura piu'rapido e light,per questo è difficile eseguirlo in modo perfetto. 
Basta minuto,in piu o in meno, o usare la temperatura sbagliata,troppo alta o troppo bassa,per rovinare il piatto.
Ognuno di noi ha una sua tecnica di cottura per la griglia,ma in linea di massima i pezzi piccoli dovrebbero essere cotti vicino alla sorgente di calore, quelli grossi più lontano.
Alcuni piccoli accorgimenti possono sempre essere utili,ad esempio utilizzare quasi esclusivamente alimenti di piccole e simili dimensioni; in questo modo il calore della griglia potrà cuocere quasi uniformente la pietanza. 





Altro accorgimento è quello di impanare, prima di bagnare con olio o burro,gli alimenti teneri e fragili come i pesci. 
Questo accorgimento permetterà la formazione di una crosticina che eviterà la rottura dell'alimento. 





Non tutti abbiamo la possibilita'di utilizzare una griglia,io per esempio in condominio non posso :( , per questo con il passare degli anni si sono affinate tecniche da parte di costruttori di padelle e tegami,grazie ai quali oggi possiamo grigliare un alimento in casa direttamente sulla padella. 
Io per esempio senza la grata di ghisa non potrei vivere!!!

NEWS

Ricordate l'appuntamento alla scoperta della Carta Fata della scorsa settimana?ebbene, ho una splendida news per tutti noi!!
Per i privati e'stato aperto un negozio eBay con spese di spedizione dimezzate,con il rotolo da 10 mt di Carta Fata a solo 13,50 € scontatissimo!!
L'indirizzo del negozio eBay e'questo qui.

Mirtill@

venerdì 18 febbraio 2011

Cosa bolle in pentola?

Nuovo appuntamento con l rubrica "Cosa bolle in pentola?", oggi parliamo di uno strumento da utilizzare in cucina che proprio negli ultimi tempi sta prendendo sempre piu'piede,una moda gastronomica direi...
Oggi conosciamo la CARTA FATA!!!



La Carta Fata e'una nuova tecnologia di cottura che permette di migliorare la cottura dei cibi provando nuove sperimentazioni.
Il materiale della Carta Fata resiste alle alte temperature e non varia assolutamente il gusto degli alimenti.
In pratica e'un validissimo sostituto del cartoccio,spesso improponibile a tavola;invece la Carta Fata durante la cottura si irrigidisce appena,divenendo cosi anche un piatto da portata.
In questo modo il piatto preparato non subisce alcuna variazione di calore come spesso accade durante l'impiattatura e sopratutto guadagniamo moltissimo tempo utile e piatti e tegami in meno da lavare!!
Le qualita'di questo prodotto sono notevoli, permette di preparare con largo anticipo il piatto, trattiene i profumi e sapori liberandoli all'apertura,si evitano eccessivi condimenti perche'si sfrutta la cottura nel liquido stesso
del cibo!!inoltre,cosa per me favolosa,si puo'usare anche in friggitrice!!!

Inoltre puo'passare direttamente dal congelatore al forno, ed il materiale di cui e'fatta e'favoloso!!
Quante volte e'capitato che con la cate forno o l'alluminio si rimpessero i cartocci?ecco,con la Carta Fata dimenticatelo!!!il suo materiale e'molto resistente ,cosi evitiamo anche il rischio di poterne ingerire per errore
un pezzetto!!insomma, sono tutte quelle piccole ma grande accortenze che fanno realmente la differenza in un prodotto!!!




                                                        foto dal sito http://www.decorfooditaly.it/


L'unico neo,se cosi vogliamo  chiamarlo,e'il costo...una confezione di 100 sacchetti da 50x50 costa 45€,ma facendondoci i conti in tasca, con 45€ abbiamo 100"piatti", vien meno di 0,50€ a foglio!!
Ovviamente esistono anche formati differenti con costi differenti.
Passiamo alla persona che dobbiamo ringraziare per questa grande invenzione, lo chef Fabio Tacchella,e visitando il suo sito troverete nuovi metodi di cottura che vi lasceranno davvero sbalorditi!
In pratica lo chef Tacchella ci permette di portare un po'di professionalita'a casa!non e'solo un cuoco,ma un creatore di gastronomia..tantissimi i premi ricevuti con Carta Fata e non solo...il suo sito e'un continuo working progress!!!
Questi sono alcuni video che ci mostrano come possiamo usare la Carta Fata



Da quando la uso,io non posso farne a meno, col pupo piccolo mi permette davvero di guadagnare parecchio tempo, sia per la preparazione dei piatti che nel mettere a posto piatti e piattini...e mi permette di realizzare tutte quelle ricette light con poco sforzo e tempo,che dopo il parto sono essenziali!!!

Al prossimo appuntamento,Mirtill@

venerdì 11 febbraio 2011

Cosa bolle in pentola?

"Cosa bolle in pentola?"questa settimana?
Ve lo siete chiesti incuriositi eh?
Beh, per la prima volta,bolle dell'acqua,e che acqua!!
La signora Perrier!!!

foto da web

Tutti noi conosciamo l'acqua Perrier, e sfido chiunque sia stato in Francia a non aver ceduto alla tentazione di provarla...
A casa nostra la conosciamo anche come "lievitante"nella mitica scena al casino nel film di Fantozzi interpretato da Paolo Villaggio.
La Perrier e'un'acqua francese che sgorga dal 1903 dalla sorgente chiamata Source Perrier,che si trova vicino Nimes.
Questa fonte fu acquistata nel 1894 dal dottor Louis Perrier, il creatore della famosa bottiglietta verde e' invece Sir St.John Harmsworth,nel 1904!
La fonte della Perrier sgorga da molto prima, alcune fonti infatti sostengono che ai tempi dei Galli fosse gia'presente quest'acqua naturale gassatissima, e che lo stesso Cesare la introdusse ai romani in seguito alla conquista della Gallia.
Quest'acqua in natura e'gasata,vengono poi aggiunte ulteriori quantita'di anidrire carbonica naturale,ovvero estratta dal suolo nella zona circostante Montpellier, ottenendo cosi un'acqua naturale al 100%.
Ma cosa ha in comune la Perrier,nota acqua nazionale francese, con la diva inglese Dita Von Teese?



Per la prima volta al mondo possiamo dire che la diva del burlesque Dita Von Teese veste ( e non sveste...) la bottiglia di una notissima marca di acqua d'oltralpe, la Perrier!!!
La Von Tees e'infatti testimonial mondiale della notissima acqua ultra gassata, che a me piace moltissimo tra l'altro.
A lei infatti è dedicata l’ultima edizione limitata di bottiglie e lattine della frizzantissima acqua nota anche come "champagne delle acque minerali".
Vi invito a visitare il sito http://www.perrierbydita.com/ dove si accede alla mega villa della diva e si assiste ad un'esibizione privata.
Inoltre vi riporto questo video di youtube,che non credo venga mai trasmesso in Italia visto che hanno censurato pubblicita'meno spinte.





Oltre al video ed al sito e'stata creata anche una serie limitata di lattine e bottiglie Perrier a cui la diva presta il viso ed il corpo..ma non entusiasmatevi troppo,anche se bevete tutta l'acqua l'immaggine resta coperta!!
La linea si chiama "paparazzi"ed e'gia disponibile da questa estate.
A quanto pare alla diva inglese piacciono parecchio le bolliccine, non so se ricordate la pubblicita'della Moet&Chandon da lei sempre interpretata, in cui era immersa in una enorme coppa di champagne!!!
Certo e'un tipo frizzante,mi chiedo come possa essere stata la compagna del lugubre MArylin Manson per ben 7 anni!!


Mirtill@

venerdì 4 febbraio 2011

Cosa bolle in pentola?

"Cosa bolle in pentola?" questa settimana?
Beh, manco a farlo apposta,un alimento che non si cuoce ma si consuma nature'!!!
Parliamo di Ostriche, o di Ostrea come vengono volgarmente chiamate.
Un frutto del mare, un mollusco racchiuso in una conchiglia notoriamente durissima e non facilissima da aprire..
Questo frutto vive in tutti i mari europei,non in grosse profondita'ed attaccato a rocce o pareti.
Solamente alcune tipologie di ostriche producono le famosissime perle, principalmente nei mari orientali.



Tantissimi sono i modi in cui si possono consumare e gustare le ostriche:ovviamente crude, con una spruzzata di succo di limone, la maniera'piu classica, a cui si puo'aggiungere anche un pizzico di pepe.
O chi le ama provare in modo raffinato,innaffiando la conchiglia con un po'di vino bianco o vodka.
Se invece amate le ostriche a 360°potete assaporarle nei risotti, o gustarle fritte in pastella, come spesso le preparano a NY.
In Francia invece potete assaggiare delle ostriche con una marinata all'aceto,ottenuta dalla marinatura per poche ore di uno scalogno tritato finissimo e messo a macerare con aceto di vino bianco.

Passiamo all'apertura delle ostriche, evitiamo un coltello non adatto,corriamo il rischio o di distruggere le  conchiglie delle ostriche o di farci parecchio male.
Ecco un video preso da youtube che dimostra le tecnica di apertura delle ostriche.


Le ostriche sono molto delicate, si consiglia di aprirle poco prima di consumarle.
Ovviamente sono notissime le proprieta'afrodisiache delle ostriche, queste come altri crostacei e molluschi,contengono sali minerali ed omega 3.
Proprio questi ultimi hanno proprieta'fluidificanti del sangue, che ,affluendo nelle zone genitali,favoriscono l'eccitazione ed il desiderio sessuale.

Io non amo le ostriche, non riesco nemmeno a mangiarle al dire il vero!!questa consistenza ..molliccia..mi inibisce,  e non sono inoltre grande amante del pesce crudo!!!

Ma per gli amanti..io ve le consiglio cosi:
150 g fettuccine
 4 Ostriche
  8 Gamberi freschi sgusciati 
Rucola 
2 spicchi d'aglio 
Sale  e pepe q.b. 

-Apriamo le ostriche conservando il frutto e il suo liquido. 
-In una padella soffriggiamo l'aglio in camicia con olio fino a quando risulta dorato, quindi eliminiamolo. 
-Tagliamo a listarelle i gamberi e il frutto delle ostriche, mettiamole nell'olio e soffriggiamole per un minuto, aggiungiamo la rucola tritata ed un pizzico di sale e del pepe.
-Aggiungiamo ora il liquido delle ostriche e un due dita di acqua per terminare la cottura. 
-Cuociamo le tagliatelle e condiamole con il sugo preparato.


Mirtill@

venerdì 28 gennaio 2011

Cosa bolle in pentola?

Benvenuti al quarto appuntamento ormai con la rubrica settimanale "Cosa bolle in pentola?".
Oggi alla scoperta di un altro alimento che ospitiamo sulle nostre tavola, la Ricotta, ma in una particolare versione.
                                        
                                          La Ricotta Salata.




Come ben sappiamo la ricotta essendo frutto della lavorazione della caseina,appartiene alla famiglia dei latticini e non dei formaggi,come spesso erroneamente si pensa.
Questo alimento viene spesso integato nelle diete perche'cibo leggero,sempre se non viene lavorato con aggiunta di panna o latte.
Oltre alla classica versione, che vediamo un po'stravolta perche'sugli scaffali dei supermercati si trovano anche ricotte ai funghi o alle erbe, esiste anche una versione di ricotta secca o salata.
A differenza delle normali ricotte, quelle salate vengono inserite nelle fuscelle o contenitori dopo la lavorazione, e vengono salate a mano con del sale marino grosso.
Si fa riposare per qualche giorno,dai 10 ai 30 giorni,e cosi si ottengono due tipologie di ricotte salate diverse:quella semi morbida e la ricotta salata secca.
Sicuramente nota la ricotta salata secca che viene grattugiata a distribuita a scaglie sui sughi,solitamente prodotta in Sardegna, ha un gusto decisamente accentuato, buonissima sulla pasta alla norma!!!




Questa che vedete in foto invece e'sempre una ricotta salata, sarda,ma non secca.
Mantiene infatti una particolare morbidezza ed e'tradizione a Napoli consumarla a Pasqua,assieme agli affettati che imbandiscono la tavola la domenica santa. 
Non e'facilissima da trovare, a Napoli si trova nei grossi supermercati (Auchan) o caseifici ma solo nel periodo pasquale.
Qui a Palermo trovo solo la versione"secca",quando vado dai miei a Pasqua me ne porto sempre una a casa, ed ogni giorno mi concedo una fettina di ricotta salata su una fetta di pane...e la giornata si colora!!!

Mirtill@

venerdì 21 gennaio 2011

Cosa bolle in pentola?

Siamo ormai giunti al terzo appuntamento della rubrica "Cosa bolle in pentola?".

Oggi vi parlo di un alimento, i Ciccioli, che a Napoli troviamo ed usiamo molto comunemente in cucina, mi sono invece resa conto che non e'cosi in moltissime regioni d'Italia.

Cosa sono i Ciccioli?
Sono un prodotto alimentare ottenuto dal maiale,parliamo della parte del grasso,che viene staccata dalla cotenna e viene cucinata per parecchie ore.
Dopo la cottura si mette a riposare con aromi,quali alloro,cannella ,pepe,che gli conferiscono questo aspetto un po'affumicato.

foto da web


La parte liquida ottenuta in cottura invece e'lo strutto.

Quando si parla di Ciccioli dobbiamo scordare le calorie, in ogni tabella alimentare che un dietologo almeno una volta nella vita vi ha dato,sono al primo posto degli alimenti vietati.
Anticamente,proprio per l'alto importo calorico, rappresentavano un vero e proprio pasto nelle usanze contadine, oggi vengono usati in cucina,per arricchire pizze e focacce, alimento immancabile nella classica "Pizza Fritta Napoletana"





A Napoli sono chiamati cicoli,e dai macellai oltre che nella classica versione reperibile anche nei supermercati, si trovano anche come in foto,ovvero ulteriormente fritti nel lardo,giusto per alleggerirli un po'...
Si acquistano a peso  e si mangiano cosi, sciue'sciue', tipo pop corn!!!

Altra curiosita':da noi e'gettonissimo,nelle classiche salumerie che preparano panini al banco,trovare il panino condito con cicoli e ricotta fresca...una vera esperienza culinaria,credetemi!!!

E voi,conoscete i Ciccioli?
Come si chiamano dalle vostre parti?
E sopratutto,in quale preparazione li utilizzate??

Mirtill@


venerdì 14 gennaio 2011

Cosa bolle in pentola?

Secondo appuntamento con la rubrica di curiosita'culinarie "Cosa Bolle in Pentola?".
Oggi parliamo di qualcosa che in pentola ci sta eccome...del polpo!!!
L'idea del polpo mi e'venuta pensando alla "buonanima"del polpo Paul, passato a miglior vita dopo aver azzeccato tutti i risultati dello scorso mondiale di calcio.
Ma passiamo a conoscere il polpo:questo è un mollusco cefalopode,possiede otto appendici chiamate tentacoli e muniti di ventose.
Queste vengono utilizzate per predare e per riprodursi, infatti una di queste braccia assolve alla funzione di organo copulatore nel maschio e viene chiamata ectocotile,che dire, il polpo fa tutto da se!!!!

Il corpo del polpo è a forma di sacco, i tentacoli fanno da contorno alla bocca e dietro a questa si trova il 
sifone, dal quale fa fuoriuscire l’acqua che viene pompata all’interno del mantello per la respirazione. 
Spingendo l’acqua con forza fuori da questo sifone compie i caratteristici e veloci scatti e
se viene spaventato o attaccato getta una nuvola di inchiostro per scappare dal pericolo. 
Il polpo vive nel Mediterraneo,piccola curiosita',lo sapere che in inverno anche il polpo migra scendendo piu'in profondita'??

Passiamo all'acquisto, spesso se congelato questo si rivela piu'semplice, i dubbi sorgono quando ne acquistiamo di fresco...
Per riconoscerne la freschezza dobbiamo controllarne il colore, deve essere vivo e intenso nelle sue varie sfumature.





Il polpo ha carni ricchissime di tessuto connettivo ecco perche'necessita di particolare attenzione durante la sua cottura,in pratica la carne deve distendersi.
Un tempo i pescatori battevano con violenza il polpo pescato sugli scogli finché i tentacoli non si distendevano.

Il polpo va pulito aprendo lateralmente la sacca ed eliminando il contenuto,poi si tolgono gli occhi e la bocca 
a forma di becco, si lava per bene sotto l'acqua corrente in modo da eliminare la parte viscida. 
Quando invece e'cotto alcune persone usano togliere la pelle passandolo sotto l'acqua fredda. 
Per la cottura di un polipo d 1 kg di solito occorrono almeno 40 minuti.
Ideale per le diete,il polpo infatti è un pesce molto magro ed ipocalorico,contiene infatti meno di 70 kcal per 
100 g. 


Come viene pescato il polpo?con reti a strascico e attrezzi da posta, ami e utilizzando fonti luminose.
A Palermo, dove vivo, si trova facilmente nei mercati, dove i polpari li cucinano in enormi pentoloni e li servono su piatti con un limone.
A Napoli invece tradizione antica narra di questi polpari che andavano in giro per la citta'e vendevano anche
bicchieri di acqua di polpo,abbondantemente pepata.


Quando cucino il polpo, per ottenere una carne morbida, uso il classico trucco della nonna, ovvero aggiungo un tappo in sughero nella pentola durante la cottura del polpo.


Personalmente lo gradisco molto in insalata, magari con patate ed abbondante prezzemolo...e voi,che polpo mangiate?


Mirtill@

venerdì 7 gennaio 2011

Cosa bolle in pentola?

Oggi inauguro una nuova rubrica, con cadenza settimanale, in cui cerchero'di approfondire tutti gli argomenti legati alla cucina e che non includano ricette: tecniche di cottura, varieta'di ortaggi,cereali e formaggi,
origini dei piatti ed anche un po'di storia...e scovando su youtube dei piccoli filamti che ci permettano di imparare piccole tecniche di preparazione ed arricchimento della tavola.
Il titolo di questo nostro appuntamento e'"Cosa bolle in pentola"!!
Insomma, spero di riuscire ad intrigarvi e stuzzicarvi, svelare qualche piccolo trucco ed appreofondire qualche  curiosita'!!!
Partiamo subito con un alimento che sicuramente noi tutti abbiamo mangiato, magari per carenza di tempo,come diversivo in pausa pranzo, o semplicemente perche'ne siam ghiotti.
Oggi conosciamo i TRAMEZZINI!!!





Subito un piccolo appunto,i tramezzini non sono l'italianizzazione dei sandwiches, questi ultimi sono fatti utilizzando dei panini, mentre i tramezzini sono preparati utilizzando esclusivamente pan carre'!!!
Il tramezzino e'nato nel 1925 a Torino,nel Caffe' Mulassano in Piazza Castello,in cui ancora oggi potete scegliere tra 40  varieta'di tramezzini.
La paternita'della parola tramezzino e'attribiuta a Gabriele D'Annunzio.
La caratterista di questi tramezzini e'data dalla forma triangolare,come base si spazia dal classico pan carre' ai pani di segale,puo'essere servito anche tostato...e per la farcitura,sono decine le varianti possibili:carne,pesce,
uova,salumi e verdure.
Anche le salse utilizzate per insaporire e tener morbido il panino sono tantissime:maionese,senape,salsa rosa fino al pesto.


Il mio preferito e'con pane di segale, rosbeef e rucola...un goccio di aceto balsamico e pepe verde..slurp!!
Ed il vostro preferito??


Mirtill@
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